Il lavoro agile in Italia e in Sicilia

La Funzione pubblica nazionale, di fatto, dal 4 marzo u.s., accompagna tutte le amministrazioni al conseguimento dell’obiettivo primario, ossia a creare condizioni nuove per un lavoro agile che possa essere perpetrato nel tempo.

L’emergenza coronavirus ha accelerato un cambiamento strutturale nella pubblica amministrazione nazionale. Uno strumento che fino al mese di febbraio non era tanto conosciuto ai più. Uno strumento che il Governo ha, palesemente, sponsorizzato ed incoraggiato, seguito e monitorato, con attenzione, come mai accaduto finora. La Funzione pubblica, sul lavoro agile, ha cercato di dare indicazioni precise e dettagliate a supporto delle amministrazioni. Nel sito del Dipartimento della Funzione pubblica, infatti, si trovano, con estrema facilità, documenti e norme di riferimento, dati, strumenti e indicazioni sulle migliori modalità tecniche e organizzative per adottare e implementare lo smart working nelle PA. La Funzione Pubblica ha richiamato tutte le amministrazioni pubbliche ad una comune presa di responsabilità per far fronte all’emergenza sanitaria, in ottica di prevenzione e contenimento della diffusione dell’infezione da coronavirus (COVID-19)

Il 31 marzo u.s. la Funzione Pubblica, Ministero per la Pubblica Istruzione, ha pubblicato i dati ufficiali sull’attivazione del lavoro agile nelle Regioni italiane, s seguito dell’emergenza COVID-19.

Il dato evidenzia che nelle Regioni italiane circa il 68,5% dei dipendenti pubblici italiani (inclusi i telelavoristi), utilizza il nuovo metodo organizzativo. (vedasi tabella)

Come sempre ci sono Regioni che possono essere prese ad esempio (vedessi l’Abruzzo) e Regioni che ancora oggi sono fortemente in ritardo. Riporto per informazione la tabella dei dati  provvisori relativi all’implementazione delle modalità di lavoro agile nelle Regioni e Province autonome pubblicata dal Dipartimento della Funzione Pubblica nazionale.

#REGIONILAVORO AGILETELELAVOROTOTALE* 
1Abruzzo14151415100%
2Basilicata613125348,9%
3Provincia autonoma di Bolzano2800384572,8%
4Calabria944138568,1%
5Emilia Romagna2235461342078,8%
6Friuli Venezia Giulia181834332555,7%
7Lazio4340449396,6%
8Liguria950128174,1%
9Lombardia2987336788,7%
10Marche172610207983,5%
11Molise39562263,5%
12Piemonte1711305295468,2%
13Puglia1311315641,5%
14Sardegna2005254778,7%
15Sicilia78001300060,0%
16Umbria680110661,5%
17Valle d’Aosta1330245054,3%
18Veneto1428 –274951,9%

Il dato che ho preso ad analizzare è il dato della nostra Sicilia, in cui il 60% dei dipendenti è stato posto in lavoro agile.

Ritengo che il macro dato (60%) dovrebbe essere ulteriormente analizzato, trattasi di un dato parziale, per varie ragioni. Al fine di ottenere una fotografia reale dell’utilizzo di tale strumento nell’amministrazione regionale, dovremmo sapere: 1) chi è stato posto in lavoro agile; 2) quando il lavoratore è stato posto in lavoro agile; 3) la categoria di appartenenza; 4) il carico di lavoro assegnato; 5) l’ufficio di appartenenza se centrale o periferico; 6) quale formazione l’amministrazione ha fatto per consentire un utilizzo corretto del personale; 7) quali sono “i lavori indifferibili” decisi dai Dirigenti regionali.

Il mio obiettivo è quello di verificare i dati per avere risposte concrete dalla nostra amministrazione. Se ritenete di potermi dare ulteriori dati, vi chiedo di commentare e/o mandare una mail a: scrivi@lucacrimi.it

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Author: Luca Crimi

ciao, credo nell'importanza del Gruppo, nella mia vita per tale motivo ho fatto delle scelte a difesa dell'integrità civile e morale di chi mi sta vicino e mi da sostegno. Ne vado FIERO.

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